Piccoli Comuni: stop alle gestioni associate e maggiori incentivi

Mentre diventa sempre più probabile per il 2017 l’ipotesi di una strategia incentrata maggiormente sulle fusioni di Comuni

21 Dicembre 2016
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Stop ad obbligo associazionismo e più incentivi: questa in estrema sintesi la posizione dell’ANCI in merito alla situazione attuale dei Piccoli Comuni in Italia. Ma cerchiamo di capire nello specifico la posizione dell’Associazioni tramite le parole del presidente Decaro: “L’impegno che prendo con voi è riaprire al più presto la trattativa con il nuovo governo, per chiedere al nuovo esecutivo un impegno preciso, nel Milleproroghe, sulla sospensione dell’obbligo di associare le funzioni entro il 31 dicembre prossimo. Parallelamente chiederemo un percorso che ci aiuti ad associare le funzioni tramite incentivi, individuando alcune funzioni fondamentali da mettere insieme. Queste due azioni manterrebbero di certo l’identità dei Comuni e una gestione più efficiente della macchina amministrativa”. Queste le parole del numero uno ANCI dinnanzi alla platea di sindaci e amministratori dei piccoli Comuni nel corso della riunione del Coordinamento nazionale, svoltasi a Roma .

Attenzione sui Piccoli Comuni

“Il mio primo atto da presidente – ha rammentato Decaro – è stato un incontro con il ministro” per gli Affari regionali “Enrico Costa, a dimostrazione che l’attenzione per i problemi dei piccoli è alta costante”. “Abito in un quartiere di Bari – ha continuato – che è praticamente un piccolo comune e conosco bene come si sviluppano i rapporti in una piccola comunità. E la conoscenza si è rafforzata quando ho fatto visita alle popolazioni terremotate e ai loro sindaci che mi chiedevano di ricostruire prima di tutto il tessuto economico delle comunità e poi le case, a dimostrazione del grande attaccamento di questi sindaci alla ‘vita’ dei loro Comuni”. “Sono perciò convinto che sia necessario lavorare su piccoli Comuni che sono la storia del Paese. E lavorare per loro significa metterli nelle condizioni di poter amministrare al meglio e quindi garantire servizi adeguati”.

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Stop alle gestioni associate?

Nel frattempo, da fonti governative, affiora la verosimile ipotesi che possa essere sospeso, a partire dal prossimo anno, l’obbligo di gestioni associate per i piccoli Comuni, finora rinnovato ogni anno all’interno del dl Milleproroghe. L’intenzione concreta del Governo sarebbe affiorata nel corso di riunioni tecniche relative alla stesura del Milleproroghe, atteso in Consiglio dei ministri entro la fine dell’anno.

L’obbligo, prorogato dall’ultimo Milleproroghe al 31 dicembre 2016, stabilisce infatti che i Comuni sotto i 5mila abitanti debbano gestire in associazione tra loro 10 funzioni fondamentali.
– gestione finanziaria e contabile;
– organizzazione dei servizi pubblici tra cui il trasporto pubblico comunale;
– catasto, ad eccezione delle funzioni mantenute allo Stato;
– la pianificazione urbanistica ed edilizia in ambito comunale;
– pianificazione di protezione civile e di coordinamento dei primi soccorsi;
– raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani e riscossione dei relativi tributi;
– servizi sociali; edilizia scolastica e organizzazione e gestione dei servizi scolastici;
– polizia municipale e polizia amministrativa locale;
– servizi in materia statistica.

A partire da quest’anno, con grande probabilità, non verrà rinnovato quest’obbligo questo obbligo, transitando invece ad una strategia molto più decisa orientata sulle fusioni tra Comuni. Non resta che attendere l’approvazione del Milleproroghe per avere maggiori certezze su queste ipotesi.

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